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I settori produttivi.

Guardando alle tipologie di attività svolte, appare confermata l’opzione industriale della Z.I.A., le cui attività per oltre due terzi (sia in termini di imprese che di addetti) risultano appartenenti al settore manifatturiero ovvero all’edilizia ed impiantistica.

Distribuzione settoriale delle imprese nella Zona Industriale Apuana

Settori
n. imprese 2001
%
differenza 2001 su 2000
n. addetti 2001
%
differenza 2001 su 2000
di cui: soci o titolari
differenza 2001 su 2000
Edilizia e Impiantistica
75
12,7
-2
808
9,2
119
126
41
Industria Manifatturiera
326
55,2
-3
5171
59,1
202
558
141
Servizi Privati
85
14,4
10
1205
13,8
348
401
341
Servizi Pubblici
5
0,7
0
396
4,5
43
0
0
Settori Misti
37
6,3
1
353
4,0
19
55
0
Commercio
63
10,7
6
810
9,3
155
103
26
TOTALI
591
100
12
8743
100
886
1243
549
+ 5% addetti indiretti
9180
44
Fonte: rivelazione diretta del Consorzio Z.I.A.

Confrontando la situazione ai due ultimi rilevamenti, tenuto conto della sostanziale stabilità del numero assoluto delle imprese (la variazione di +12 essendo il frutto di 40 ingressi e 28 uscite), si può innanzitutto notare che circa il 62% dei nuovi addetti (549 su 886) è stato rilevato sotto la dicitura “titolari o soci che svolgono la propria attività nell’impresa”. Vi potrebbe quindi essere, soprattutto nei settori più tradizionali, un effetto di “illusione ottica” determinato dalle novità legislative che, a far data dal 1° gennaio, impongono una sorta di assunzione alle dipendenze per gli amministratori.

Questa “illusione ottica” è comunque parzialmente mitigata dal fatto che il maggior incremento di “soci o titolari” si è registrato nel settore dei servizi privati, dove il 98% dei nuovi addetti (341 su 348) ha questa particolare natura. Ora, è del tutto ovvio che, per quanto non quantificabile, è sicuramente inferiore nel settore dei servizi rispetto all’industria e al commercio, il rischio di sovrastimare i livelli occupazionali registrando fra gli addetti gli amministratori e/o gli stessi proprietari dell’impresa.

Sebbene la variazione occupazionale positiva dal 2000 al 2001 possa sembrare pressoché uniformemente distribuita fra i vari comparti, e in particolare fra industria, edilizia compresa (+321) e servizi privati (+348), considerando le diversità dei livelli occupazionali di partenza risulta del tutto ragguardevole la crescita percentuale degli addetti di quest’ultimo settore (+40,6% a fronte di un pur significativo +5,6% dell’industria). Anche il commercio, trainato da un nuovo ciclo di assunzioni dell’ex Euromercato (oggi Carrefour), e da una congiuntura favorevole degli alimentari, fa riscontrare un ottimo +23,6% che lo rende a tutti gli effetti il terzo settore (dopo industria e servizi) rappresentativo in termini occupazionali della Zona Industriale Apuana.

Ordinamento delle imprese attive per tipologia di attività prevalente

Attività
n. imprese 2001
%
differenza 2001 su 2000
n. addetti 2001
%
differenza 2001 su 2000
Lavorazioni meccaniche
117
19,8
-9
2577
29,5
-136
Servizi Pubblici e Privati
69
11,7
10
1394
15,9
361
Lavorazioni Lapidee
78
13,2
1
855
9,8
86
Attività Commerciali
43
7,3
4
687
7,9
244
Impiantistica
49
8,3
-2
510
5,8
35
Lavorazioni Chimiche
8
1,4
=
355
4,1
99
Edilizia
26
4,4
=
298
3,4
84
Carrozzerie, Autoriparazioni
46
7,8
3
252
2,9
32
Officiene/Concessionarie Auto/Moto
18
3,0
-1
217
2,5
12
Carbonato di Calcio
8
1,4
=
212
2,4
5
Tessile, Abbigliamento
5
0,8
=
210
2,4
33
Trasporti e Spedizioni
21
3,6
=
207
2,4
30
Abrasivi, Utensili Diamantati
17
2,9
-1
203
2,3
0
Prodotti Refrattari
2
0,3
=
160
1,8
0
Allestimenti Navali
9
1,5
2
135
1,5
55
Depositi di Prodotti Lapidei
20
3,4
2
123
1,4
11
Falegnamerie, Arredamenti
29
4,9
1
120
1,4
1
Articoli Tecnici Industriali
14
2,4
2
118
1,3
13
Altri Settori Diversi
12
2,0
=
110
1,3
-79
TOTALI
591
100
12
8743
100
886
Fonte: rivelazione diretta del Consorzio Z.I.A.

Dal punto di vista settoriale, le lavorazioni meccaniche pur confermandosi la tipologia produttiva più rappresentata ed a maggior contenuto occupazionale, sono l’unico comparto a registrare una diminuzione assoluta piuttosto significativa sia del numero delle imprese che degli addetti. A seguire per consistenza è il settore dei servizi pubblici e privati, cui vanno aggiunti i trasporti e spedizioni per cogliere sino in fondo la performance positiva riscontrabile nel confronto tra i due ultimi rilevamenti.

Da segnalare, per gli incrementi occupazionali intercorsi fra il 2001 e il 2000, il già citato commercio, le lavorazioni chimiche, l’edilizia, ed infine gli allestimenti navali, comparto ancora poco presente nella Zona Industriale Apuana, ma che sicuramente nei prossimi anni subirà una forte impennata dei valori statistici di imprese e addetti per effetto delle scelte di reindustrializzazione nel frattempo compiute.

Sul tema della presenza di attività terziarie nella Zona Industriale Apuana il Consorzio ribadisce che la collocazione del puro commercio nella Z.I.A. risulta totalmente incompatibile con la sua destinazione produttiva, sancita dalla Legge del 1938: trattasi in particolare del Centro Carrefour (escluse le realtà di vendita interne e le attività direzionali lungo la via Massa Avenza, che non vengono censite) e di una ventina di negozi, prevalentemente alimentari, distribuiti in tutta l’area. Altre attività la cui codifica ISTAT rientra nel commercio sono ritenute – non da oggi – dal Consorzio compatibili con la destinazione produttiva della Z.I.A., tenuto conto non solo degli strumenti urbanistici vigenti, ma anche del carattere misto (in parte industriale o artigianale, in parte commerciale) delle attività stesse, per cui una loro diversa collocazione all’interno del tessuto urbano sarebbe quanto meno singolare: è il caso dei depositi di marmo, degli articoli tecnici industriali, delle carrozzerie ed autoriparazioni, delle officine e concessionarie di auto e moto.

Quanto al processo, sicuramente in atto, di terziarizzazione della Zona Industriale Apuana, il Consorzio non da oggi ha sostenuto con forza l’evoluzione in tal senso delle attività economiche locali, riconoscendo la necessità di potenziare tutte quelle attività di servizio all’impresa che consentono di elevare lo spessore e la capacità competitiva delle esistenti realtà industriali e artigianali, tenuto anche conto della loro prevalente piccola dimensione e recente costituzione. Di fatto già da alcuni anni il Consorzio definisce più correttamente la Z.I.A. “Zona Industriale e dei Servizi”, in quanto l’occupazione nel terziario produttivo ha assunto una dimensione ragguardevole e, come detto, non vista negativamente.

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