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Le aree industriali.

Gli anni novanta hanno visto attualizzarsi la missione istituzionale del Consorzio, che è quella di attrarre nelle aree della Z.I.A. iniziative produttive compatibili con gli strumenti urbanistici vigenti, ad alto contenuto di occupazione, senza impatto ambientale e possibilmente di buon livello tecnologico e contenuto di innovazione. Sono state avviate con successo operazioni immobiliari, sotto l’egida del Consorzio e di varie Associazioni di categoria, volte a recuperare aree dismesse e ad agevolare l’insediamento di nuove realtà produttive, prevalentemente di estrazione locale.

In seguito a tali processi, l’effettiva disponibilità residua di aree industriali nella Z.I.A. per l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali non è più confrontabile con i 182 ettari di aree dismesse e, nei fatti, indisponibili che all’inizio degli anni Novanta avevano posto una pesante ipoteca sulle capacità di ripresa dell’economia locale.

Tav. 7 – Principali aree industriali libere della fascia costiera

Denominazione
superficie lorda (mq.)
destinata a insediamenti (mq.)
produttiva da collocare (mq.)
Ex-Dalmine (Massa)
546.276
358.676
13.000
Ex-Azoto (Massa)
256.621
217.990
10.000
Ex-Resine (Massa)
282.862
218.960
0
Ex-Italiana Coke (Carrara)
360.524
274.479
0
Ex-Enichem (Carrara)
167.500
130.000
130.000
Ex-Ferroleghe (Carrara)
154.600
111.000
0
Ex-Fibronit (Carrara)
52.000
41.000
0
TOTALI
1.820.383
1.352.105
153.000
Fonte: elaborazioni del Consorzio Z.I.A.

Come appare evidente dai dati sopra riportati, tolta l’area Ex Enichem, che ha necessità di completare gli interventi di bonifica per essere riutilizzata, le aree disponibili per insediamenti produttivi nella zona di costa della provincia apuana sono ormai alla saturazione. Al momento esiste ancora l’impressione “fisica” della disponibilità di spazi inutilizzati in alcune aree della Z.I.A., perché in esse non sono ancora sorti gli insediamenti previsti: questi, nell’arco temporale di due anni da oggi, saranno tutti realizzati, in parte con nuove costruzioni – per le quali sono in corso di rilascio le relative concessioni edilizie – e in parte con il riutilizzo di fabbricati esistenti.

Si tratta di un processo di grande spessore, che porterà al recupero integrale delle aree dismesse della Z.I.A. e che coinvolge marginalmente imprese del territorio che si spostano da siti inidonei o insufficienti, vedendo invece per la maggior parte l’ingresso di imprese esterne, alcune anche di consistenti dimensioni, che stanno investendo sulle potenzialità industriali dell’area apuana.

Tav. 8 – Effetti occupazionali della reindustrializzazione nell’area di costa

Denominazione
n. imprese insediate al 2002
n. addetti al 2002
n. imprese insediate a regime
n. addetti a regime
Ex-Dalmine (Massa)
30
460
50
1000
Ex-Azoto (Massa)
7
120
30
700
Ex-Resine (Massa)
3
30
22
200
Ex-Italiana Coke (Carrara)
10
100
25
700
Ex-Enichem (Carrara)
0
0
0
0
Ex-Ferroleghe (Carrara)
1
55
10
200
Ex-Fibronit (Carrara)
0
0
33
160
TOTALI
31
515
170
2750
Fonte: elaborazioni del Consorzio Z.I.A.

Le prospettive occupazionali, ormai imminenti (nell’arco di non più di 1/2 anni), portano a traguardare il superamento de “massimo storico” dei 10.000 addetti diretti nella Zona Industriale Apuana, raggiunto nell’ormai lontano 1979. Ovviamente molti di questi non saranno nuovi posti di lavoro, ma trasferimenti di realtà già esistenti; nelle stime del Consorzio la parte di nuova occupazione dovrebbe comunque attestarsi intorno al 50% dei valori sopra riportati.

E’ bene sottolineare che l’attivazione di questi processi di recupero delle principali aree dismesse è un fatto ormai acquisito, nel senso che nei prossimi mesi non richiederà altro coinvolgimento da parte del settore pubblico se non per il rilascio delle concessioni edilizie e per la gestione, in molti casi per nulla banale, delle politiche di finanziamento della formazione professionale (si pensi in particolare ai numerosi inserimenti ormai programmati da parte di imprese della nautica da diporto, comparto relativamente “nuovo” per il territorio apuano e che manifesterà fabbisogni occupazionali dell’ordine di numerose centinaia di posti di lavoro diretti).

Vi è anche da osservare che i fenomeni di reindustrializzazione in corso hanno prodotto come risultato indiretto quello di risvegliare un forte interesse nei confronti dell’area di Massa-Carrara da parte di investitori esterni.

Il tema per l’immediato futuro, vista la carenza di aree residue e la forte richiesta di spazi, testimoniata da una pressante richiesta insediativa di imprese locali ed esterne, sarà quello di procedere al recupero delle aree della Z.I.A. attualmente sottoutilizzate. Questi recuperi consentirebbero di immettere sul mercato dai 200.000 ai 300.000 mq. di lotti e di impiegare al meglio – cioè per attività a maggior contenuto industriale e occupazionale – i pochi spazi ancora liberi, tra cui spiccano per importanza l’area dell’ex stabilimento Enichem in comune di Carrara, l’area ex Italcementi sempre in comune di Carrara, una delle due aree Ex Olivetti. Nellaltro è previsto l’insediamento di una nuova azienda manufatturiera e di un Consorzio di imprese lòcali con un’occupazione complessiva sui 50.000 mq nel compendio immobiliare e di oltre 100 addetti.

Ribadiamo quanto già più volte sostenuto e cioè che per avviare a recupero tali aree occorre che i programmi di reindustrializzazione vedano come riferimento istituzionale e operativo un unico soggetto, perché solo in tal modo è possibile dialogare proficuamente con le proprietà e stabilire la scala di valori su cui basare la scelta delle imprese da insediare. Per storia, esperienza e competenza questo soggetto non può che essere il Consorzio Z.I.A., che in tale veste ha già recuperato la maggior parte delle aree dismesse della Zona Industriale Apuana.

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